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giovedì, febbraio 28th, 2013 | Author:

Le malattie si manifestano solo se non si rispettano le esigenze ambientali, tra cui le più importanti sono il calore (mai sotto i 15 °C) e l’umidità: il rischio è che la pianta avvizzisca fino a morire. Se le foglie si accartocciano significa che c’è troppo sole, se appassiscono l’acqua è scarsa o eccessiva. Molto raramente possono presentarsi attacchi di ragnetto rosso, da combattere con insetticida specifico, o di Botrytis, una muffa che si debella con un prodotto fungicida. Ancora più rara è la cocciniglia, che si combatte «toccando» le formazioni farinose con alcool denaturato.

martedì, febbraio 26th, 2013 | Author:

L’Asporgus non ama il pieno sole, teme le correnti d’aria e il secco. Sopporta anche il freddo, ma non gli sbalzi di temperatura repentini. La terra deve sempre restare appena umida e, in estate, va fertilizzata una volta la settimana. Se alcune foglie si seccano, basta asportarle, fare una doccia alla pianta mettendola nella vasca da bagno, e poi provvedere ad aumentare l’umidità. La crescita è rapida e di grande soddisfazione.

domenica, febbraio 24th, 2013 | Author:

L’Aspargus, le cui fronde sono largamente impiegate nell’arte floreale, è disponibile anche come pianta d’appartamento, apprezzata per la rustica eleganza e la lunga durata. Il suo nome deriva dal greco osporagos, che significa punta di crescita, in riferimento alla parte commestibile di alcune varietà. Appartenente alla famiglia delle Liliacee, Aspargus è originario del Sudafrica, dove cresce come pianta di sottobosco. La fronda delle sottospecie ornamentali non è costituita da foglie, bensì da rametti verde brillante appiattiti, simili ad aghi, chiamati cladodi o false foglie. La varietà falcatus, conosciuta fin dal 1792, presenta cladodi simili a fili d’erba, mentre la varietà umbellatus, soffice ed evanescente, assomiglia a una nuvola verde ed è spinosa.

venerdì, febbraio 22nd, 2013 | Author:

Non supera il metro sia in altezza che in larghezza e cresce lentamente: si consiglia di acquistarla già nelle dimensioni desiderate. Il vaso: in terracotta con sottovaso riempito di ghiaia espansa o in plastica con drenaggio incorporato. L’esposizione: ama la penombra o la luce diffusa; teme le correnti d’aria e il secco (che può essere mitigato con un vaporizzatore).
L’irrigazione: abbondante in estate e scarsa in inverno, evitando sempre che la terra resti fradicia. In estate va spesso vaporizzata sulle foglie e concimata ogni due settimane.

mercoledì, febbraio 20th, 2013 | Author:

E una pianta «da gruppo» e sta bene in qualsiasi salone che preveda una «zona verde». In genere, data l’appariscente macchia di colore che offre, è indicata per dare un tocco di vivacità a case piuttosto sobrie.

lunedì, febbraio 18th, 2013 | Author:

Appartenente alla famiglia delle Aracee, originaria dell’India e dell’arcipelago malese, I’Aglaonemo cresce spontanea nelle foreste tropicali con alta concentrazione di umidità e luminosità attenuata (due indicazioni preziose anche per la coltura in appartamento). La specie, che trae il nome dai vocaboli greci aglaos e nema, dà origine a circa sessanta varietà, ma in Europa se ne sono diffuse soltanto sei: crispa, versicolor, costatemi, treubii, oblongifolium e angustifolium. Tutte si distinguono per il vistoso fogliame ad alto potere ornamentale e tra di esse la più particolare, anche se forse non la più elegante, è la versicolor, che mostra sulle foglie un originale disegno identico a quello di una tuta militare mimetica.

Alcuni botanici appassionati sono arrivati a raccoglierne una trentina di varietà, includendo le più esotiche per forma e colorazione, ma si tratta di eccezioni che in genere vengono gelosamente collezionate senza fine di vendita.
Il portamento è a cespuglio, la chioma fitta e, se l’adattamento in casa è buono, in estate si possono presentare delle piccole infiorescenze, dette spate: dato però il loro aspetto del tutto insignificante, si tratta di un risultato che viene apprezzato solamente dai «pollici verdi» più attenti ed esigenti.

mercoledì, maggio 18th, 2011 | Author:

Piante da appartamento: e il botanico e medico svedese E.Tillands a dare il nome a questo genere, tra i più popolari che esistano: sono più di cinquecento le specie che lo compongono e tutte si distinguono per la bellezza delle foglie e dei fiori. E impossibile descrivere la varietà di forme e colori in cui si è modificata la pianta madre (di certo molto antica), ma per comprendere come la Tillandsia rappresenti un fenomeno botanico d’eccezione bisogna conoscerne alcune caratteristiche di base: a seconda della specie, questa pianta può svilupparsi nelle pianure

verdeggianti, nei deserti ma anche a 4.000 metri di altitudine: può vivere sugli alberi oppure immersa in terreni paludosi: può seccarsi del tutto, fino a sembrare morta, per poi risorgere in primavera e prodigarsi in foglie croccanti e fiori carnosi che sanno di preistoria; e per finire, esiste una specie, detta «figlia dell’aria», che è assolutamente priva di radici e, stando semplicemente appoggiata a un tronco, si nutre tramite le scaglie assorbenti che crescono sulle foglie.