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sabato, gennaio 05th, 2013 | Author:

Durante un trasloco, Giorgio si trova nella necessità di creare in fretta e furia due piccole lampade per far luce su una zona della cucina di casa. Guardandosi intorno alla ricerca di qualcosa che possa servirgli da materia prima, vede i coperchi di alcune pentole e li trasforma rapidamente in fonti di illuminazione. Il primo a notare questi inconsueti modelli è un contadino vicino di casa: «Entrai con lui nella stalla dei buoi, feci chiudere tutte le fonti di luce e accesi la lampada.

Il viso estasiato e le argomentazioni del contadino mi fecero capire che quell’oggetto, aveva qualcosa di magico». E stato dunque il caso a dar vita alla sua attività, ufficializzata nel ’93 dall’esposizione di un’intera linea di sue creazioni a Parigi. I materiali usati sono alluminio, ottone, rame: li taglia, li trafora, li modella a mano; li lavora con una tecnica «medievale» che esalta con forme e suggestioni moresche e arabe. Il risultato: un’atmosfera mistica e una vitalità capace di invadere qualsiasi ambiente.

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venerdì, ottobre 12th, 2012 | Author:

La lampada Kiwo di Gedy può essere fissata alla parete o agganciata direttamente allo specchio. Progettata da Originai Designers in diversi colori.

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martedì, agosto 21st, 2012 | Author:

Tutte le lampade sono di Fontana Arte: quelle a sospensione sono il modello Nobi, l’abat-jour è il modello 1853/1. Il parquet è costituito da lunghi listelli di doussié posati a 45° rispetto alle pareti perimetrali.

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lunedì, agosto 13th, 2012 | Author:

Sopra la libreria: vaso arancione di Tad, lampada da tavolo rossa e mappamondo luminoso di Stile Libero. A terra, un cuscino trapuntato di Xom e stuoie di Oltrefrontiera. Nella libreria, soprammobile luminoso con stella marina di Inside-Out, conchiglie e delfino di Acquario Ornamentale e una collezione di minipaesaggi sottovetro.

lunedì, agosto 06th, 2012 | Author:

Altri oggetti che affollano il tavolino: la futuribile lampada Lava-lamp di Koivu e due vasi in vetro verde: di Habitat quello scuro, di Taitù quello chiaro a bolli trasparenti. Qui come in tutta la casa il pavimento è in piastrelle 20×20 Belle Epoque grigio perla di Rex Ceramiche.

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sabato, aprile 21st, 2012 | Author:

Si chiama Spin la nuova lampada progettata da Riccardo: un nome e una forma ispirati allo spinnaker, una vela leggerissima, Spin (struttura di metallo, diffusore in vetro satinato, dimensioni frontali 35×35 cm) è una lampada multiuso, da parete, d’angolo, da soffitto, e può montare lampadine tradizionali, fluorescenti o aio-gene.

domenica, dicembre 25th, 2011 | Author:

In primo piano, lampadari sospensione in ferro smaltato. Pentole in acciaio pesante di Schònhuber, frullatore Philips (tre velocità, , terrine e tazze colorate di Saturnia. Oggetti di Ikea, Koivu e Vetreria Etrusca. Per la prima colazione, sedie e tavolino (diametro cm 60) disegnati da Philippe Starck per Kartell.

venerdì, novembre 11th, 2011 | Author:

Lampade a soffitto: loro fanno il loro lavoro, io faccio il mio, e a volte collaboriamo: per esempio può capitare che loro dipingano a mano qualche dettaglio di un mio vestito. Le mie specialità sono; camicie, casacche e gonne a portafoglio. Io sono negatissima per il disegno», racconta ancora Carlotta. «A me piace soprattutto lavorare sul manichino con la tela grezza, creare il modello con le mani piuttosto che disegnarlo.

giovedì, novembre 10th, 2011 | Author:

Lampade a sospensione: io ero iscritta alla facoltà di Economia e commercio, e al posto di andare a lezione compravo i cartamodelli e mi” mettevo a cucire. Così ho lasciato perdere l’università e sono riuscita a fare due anni di apprendistato nell’atelier di Versace. Ma poi ero di nuovo scontenta: avevo bisogno di capire che cos’ero capace di fare lavorando da sola. E così l’anno scorso ho deciso di raggiungere Elisabetta e Beatrice in questo studio.

mercoledì, novembre 09th, 2011 | Author:

Lampade da scrivania: dipende da chi è il compratore, interviene Beatrice. Se non è in grado di capire e apprezzare il lavoro che abbiamo fatto, se non vede la differenza tra il nostro e un prodotto industriale, allora sceglie senz’altro quest’ultimo, perché costa decisamente meno.