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domenica, ottobre 31st, 2010 | Author:

Quella che si dice una bella casa, calda, fantasiosa, contemporánea, che pulsa di colorí, di citazioni e di passioni: sopra il letto style decoration di un diffusore Pender che sembra irradiare l’elettricitá della chitaría nella campagna. Della partita, a cui pochissimo aggiungeremo, che questo Schmitt comincia a divenfare antipático, fauno paite la moglie Sandra, i figli.Jane e Hugo, e i cani Jack e Grisbi. Inutile diré dei successi parigini degli esordi, la parentesi inusicale, la collaborazione con Philippe Starck e con Daum, che lo avvicina alia porcellana e alia pasta di vetro, per il resto questa casa é sufficientemente esplicativa.

martedì, ottobre 26th, 2010 | Author:

Che strano personaggio Eric Schmitt. Fa il designer che é parola moderna in modo del tutto démodé. Ahile e home decor furnishings: questo é il tempo che generalmente piega le persone al mercato, come si dice. Uno avrebbe una certa idea di lavoro e invece si trova a doverla piegare all’imperativo del bisogno. Oppure guarda al successo andando il best seller, che poi si possa esprimere con il best seller poco gli importa.

giovedì, ottobre 14th, 2010 | Author:

L’altra meta funziona invece in parte come studio, e qui regna il caos creativo indomabile, in parte come una gallería a rotazione, un ambiente quasi inutilizzato con carta da parad a niotivi sempre rosa shocking e allestito con alcune delle piú importanti produzioni decorare (tutte sarebbe impossibile visto che é padre di piú di 500 pezzi di design attualmente sul mercato) e mai piú vecchie di chique anni: lampade e tavolini, divanetti e divani ultrafisici (come il modello Omni fatto per Galerkin), chaise longue, americanissiini cuscini-arachide e poltrone (prodotte per Edra e Fasem) che variano dai rosa te-nui e fluo alie tonalitá acide dei verdi e dei gialli, e dalle imprescindibili forme fluide, organiche ondúlate, lisce che danno vita a un effetto quasi paradossale: l’immatcrialita tangibile e, di piú, accessibile, da usare.

giovedì, ottobre 07th, 2010 | Author:

E invece no, dentro la guest house ci si sta una meraviglia, con inaspettata naturalezza. In chimica il fenómeno si chiama mitridatizzazione: immunizzazione conseguita mediante l’assucfazione a sostanze tossiche (Devoto-Oli). Si toglic tossiche e tutto funziona. Chi denuncia timore ad avere in camera certi piatti é servito: invece che uno o due ne appenda qualche decina e il gioco é fatto. L’ha pensata bella il figlio Barnaba, modernissimo personaggio d’altri tempi: ha reso un indubbio servizio a chi muore decor furniture dalla voglia di sperimentare Fornasetti con un con-tatto del terzo tipo, físico; vaccina i piü scettici; ricava l’utile del servizio alberghiero; stimola eventuali acquisti, ce ne sonó per casa di oggetti interessanti; e in piú contestualizza.

sabato, ottobre 02nd, 2010 | Author:

Lo stesso equilibrio si puó trovare nelle stanze della casa dijohan. L’eleganza non ha rególe, é un mistero. Un mistero Zen, forse. Per questa ragione il minimal rispimta sempre t’uori quando nieno ce l’aspettíamo. In rcalta é solo un gioco di equilibrio. In encina c’é un tavolo di Jean Prouvé con le come decorare casa, questo non é importante. L’importante é che sembra essere proprio la scelta perfetta per la stanza dei fornelli e dei coltelli. Come nel living, dove si respira una tinta atmosfera art noveau e dove invece di quel 1’época non c’é proprio niente, ma i vetri di Anua Torfs, un mobile di Ferruccio Laviani. la scultura Clock di Studio Job e la poltrona di Emmemobili. Cosi accade in camera da letto, con il tavolino, la sedia e la lampada di Franz Van Der Heyden e i vasi di Kate Hume.

sabato, agosto 28th, 2010 | Author:

La scommessa di Diego Della Valle sul mercato giapponese si chiama Tod’s Oniotesando, ovvero un building di sette piani affacciato su Oniotesando Avenue a Tokyo, superficie 2.500 metri quadrati in decorare pareti. Progettato da Toyo Ito, l’edificio in vetro e cemento si sviluppa verso l’alto come la struttura naturale di un albero e ha sei lati, che ricreano la silhouette di un filare di olmi. Insomma qualcosa che allude a una foresta di cemento, ma senza accenti naturalistici. Semmai è sulla contemporaneità che punta Toyo Ito, sulla trasparenza e la ragnatela di rami che svettano tra le case vicine.

giovedì, agosto 26th, 2010 | Author:

Le ante di un armadio, la cucina, i mobili della barca. Un solo problema: l’azienda
di Modigliana produce per le aziende e cioè quantità impensabili per un privato in decorazioni legno. Soddisfano l’esigenza del mobiliere creativo, non già dell’utente creativo che già pensa: mi rifaccio tutti i muri del living. Ma raramente si tratta delle
bizzarrie che piacciono a noi. L’unica è tentare. O unirsi ad altri. Chissà, l’unione
fa la forza, no?