Living room: la zona conversazione ruota attorno al camino, realizzato da Gatti e rivestito con piastrelle bianche e blu dipinte a mano. Il soggiorno e la zona pranzo sono in comunicazione, anche visiva, grazie alle due aperture e al parquet a doghe di doussié da cm 80x 10, fornito da Parquet Italia.
Gli ultimi due piani di una palazzina nel centro storico di Milano sono stati completamente ristrutturati e accorpati in un’unità abitativa dall’architetto Massimo. Il progetto è stato globale: dalle opere murarie all’impiantistica , fino alla sistemazione degli arredi su misura. Al penultimo piano si trovano soggiorno, pranzo e cucina, nel sottotetto la zona notte, per complessivi 70 mq circa.
Tra le soluzioni pronte offerte dalla produzione, eccone due dallo stile completamente diverso. Qui sopra, un rivestimento dal sapore rustico realizzato con i Sassi del Piave di Cottoveneto: formelle colorate a tema floreale (composte da quattro tozzetti da cm 10×10) su uno sfondo di tozzetti in marmo Bianco di Carrara. Qui a sinistra, ispirata alle ceramiche olandesi bianche e blu del ’600, la serie Delfi.
Fasce di colore, scacchiere o greche realizzate con piastrelle di vari colori contrastanti. Semplice smalto lucido di una tonalità brillante, magari rifinito con listelli in marmo a toro. Tesserine di mosaico ceramico impiegate per scrivere, su uno sfondo uniforme, la propria poesia preferita. Sono tante le possibilità per la parete sottopensile. E può essere un gioco divertente progettarle da sé: basta un po’ di iniziativa e fantasia.
Si va dai trattamenti rustici delle pareti, con pitture tipo calce o con colore acrilico molto diluito e steso a straccio, ai trompe-l’oeil con pergolati e composizioni di fiori e frutti. I dipinti a tema realizzati su tavola o su tela, e inseriti in nicchie o sopra la porta, hanno il vantaggio di reggere ai traslochi. Mentre i poster, montati sottovetro e incorniciati, sono una soluzione economica.
Ma scegliendo temi opportuni, rappresenta la soluzione ideale anche per dilatare, dare respiro a spazi angusti. Un’idea per il bagno? La nicchia dentro la quale sono inserite stelle marine, conchiglie e spugne. E per il disimpegno? Una «scaffalatura» a tutta altezza idealmente affollata di libri e oggetti e, per esaltare l’effetto, arricchita ai lati da panneggi e tessuti a cascata.
Una cucina piccola e magari poco luminosa, un bagno cieco, un piccolo disimpegno pieno di porte. Come rendere questi ambienti piacevoli e, almeno illusori a mente, spaziosi? Con un trompe-roeil. È una tecnica decorativa che in genere viene adottata in locali di rappresentanza come ingressi e soggiorni, dove grandi paesaggi, scene campestri o architetture urbane hanno modo di risaltare.
La zona più facile in cui sbizzarrirsi con giochi di fantasia è la superficie di parete compresa tra il piano di lavoro e i pensili: rivestirla con piastrelle colorate e dipingerla con smalti lucidi lavabili è una cura che vince qualsiasi tristezza. Più la cucina è grande, più le possibilità ornamentali si moltiplicano.
Naturalmente le dimensioni del locale giocano un ruolo fondamentale ai fini estetici. Prendiamo una cucina da appartamento di città, stretta e lunga e non troppo luminosa: se, sotto l’aspetto funzionale, richiede di sfruttare al massimo lo spazio tra pavimento e soffitto, dal punto di vista cromatico esige toni chiari e freddi, che riflettono la luce cucina. In ogni situazione comunque l’atmosfera si deve essenzialmente ad accostamenti azzeccati di materiali e tonalità tra pavimento, ante e piani di lavoro.
Chi la preferisce vecchia maniera, caratterizzata dall’accostamento di tanti elementi diversi (lavello in marmo, credenza, piattaia, frigorifero, fornelli ecc.), può adottare il sistema provenzale: parti in muratura trattata a calce o piastrellata in svariati colori, singoli mobili in legno dai colori pastello, piani di lavoro in marmo e tanti, tantissimi oggetti, tutti a vista.










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